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Novembre


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Novembre triste e stanco
ci invita al camposanto,
i morti ad onorare,
i santi a festeggiare.
S’indora la campagna,
matura la castagna
e il sodo melograno
di rossi chicchi è pieno.
I funghi si nascondono
sotto le foglie morte,
che al passaggio risuonano
dell’inverno alle porte.

Maria Cavallaro@

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Il pettirosso


 

 

 

 

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Stamattina un pettirosso è venuto a saltellare tra i miei pensieri, mi guardava curioso con quel suo occhietto nero, mentre beccava sul balcone invisibili briciole e se ne andava avanti e indietro senza paura. Ritorna ogni anno ai primi freddi e sparisce d’improvviso a primavera, mi piace pensare che sia sempre lo stesso, anche se son sicura che non è vero e resta a farmi compagnia tutto l’inverno. Io gli butto le briciole della tavola e lui si abitua a questa fonte di cibo sicura e ritorna tante volte durante la giornata, si familiarizza con noi e non ha paura, un inverno sono riuscita a farmelo salire quasi sulle mani ed era bello vederlo beccare così da vicino, un esserino così piccolo e così perfetto nei suoi atteggiamenti, nei suoi colori, nelle sue abitudini che segue il suo progetto di vita racchiuso in quel capino così vivace e guardingo.

 

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Io mi diletto: la mia poesia Brandelli


AttachmentNon ascolto più questo tempo
che trasuda
brandelli d’anima
e mi avvinghio al presente
dove semino
aiuole d’infinito
per odorare le mie viole
rubate all’inverno.
E qui attendo,
seduta sul ciglio
il passare delle stagioni,
come donne fatali
su passerelle di diamanti
e m’invento
fasci di luce
ferirmi lo sguardo
assonnato e stanco
in questo abbraccio
che mi circonda
di silenzi,
mentre alzo il

capo
e tu ci sei.

—@Maria Cavallaro

Mare d’inverno


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Mi affascina il mare d’inverno, in quei giorni senza sole, quando la calma piatta inghiotte il grigio del cielo e lo diluisce in una gamma di sfumature che vanno dal nero al bianco e all’argento fuso ed hanno qualcosa di inquietante quei raggi di pioggia che imitano il sole e si lasciano cadere dalle nuvole, ma ancora non toccano l’onda. Mi affascina quel gabbiano spaurito che guarda l’immenso dal suo solitario scoglio e poi d’un tratto si leva in volo barcollando, per poi sparire tra cuscini di nuvole, grigi come la sua livrea. Sono giorni monocolore, in cui anche l’animo si incupisce e indossa il grigio suo malgrado e starei ore a guardare l’orizzonte, accoccolata nel silenzio, aspettando quel bagliore improvviso che filtra e fende il cielo, fulmine o raggio di sole, che combatte nell’apocalisse di uno scenario che muta e fugge spegnendosi nel liquido specchio sottostante.

Diapositiva d’inverno


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Vive il sole nel mattino d’inverno e sveglia il desiderio di fare. Accarezza le narici l’odoroso effluvio del rosmarino in fiore, minuscoli bocci che sfidano la stagione e colorano di lilla la siepe su cui si attarda il pettirosso goloso. Vive la stagione negli infreddoliti pensieri, nei nuvoloni neri, che fanno cappello ai brontolii del vulcano, vive nella barchetta lontana, nel curvo pescatore che esplora l’onda e la sorte con la gelida mano. Vive questa diapositiva, vive nel lungomare deserto, dove invano zampilla solitaria la fontana, vive nei ragazzi che han marinato la scuola, per baciarsi al sole, vive nel pennello d’un pittore che lieve lieve accarezza la tela, seduto su uno scoglio per imprigionare il mare e quella piccola vela bianca sul filo dell’orizzonte, dove l’azzurro nell’azzurro si fonde.

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Io mi diletto: La mia poesia


 

Spiaggia d’inverno

 

A piedi nudi

andiamo

sulla sabbia dorata

e la carezza dell’onda

sui nostri passi s’affretta,

come la tua mano

a cingere i miei fianchi.

In un raggio di sole sfocato,

il tuo viso indugia

a cogliere sul mio

perle di sale

e sulle ali del vento

come vascelli,

spiegano le vele

i nostri cuori……

Ci incamminiamo

e rossi dietro di noi,

rotolano lesti,

i petali della rosa

che mi avevi donato.

 

Maria Cavallaro

rosa

 

  

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