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Malinconie di settembre


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Settembre mi scende nell’animo, mescolandosi alla mia malinconia. Mi fermo col pensiero a guardare il mare argenteo e ancora caldo e mi piace pensare che quel gabbiano solitario sia sempre lo stesso che ogni anno ritorna alla fine dell’estate e tutto solo se ne sta su un’isoletta a guardare l’orizzonte. Scende dentro di me questo grigiore che incomincia a impadronirsi della scogliera, fino a diventare il colore primario e dal mare scompare anche quell’azzurro estivo lasciando il posto ad un colore plumbeo dove il cielo a stento si riconosce. E’ il tempo delle barche a vela, che nei giorni di bonaccia se ne vanno dondolando all’orizzonte per rientrare al sicuro nei porti, col loro bagaglio di umanità e di scoperte, di giorni avventurosi, di salsedine e di notti stellate. Mi sento immobile come il mio gabbiano solitario e centellino la mia malinconia che scende, bruciando i miei orizzonti, mi ammanto di grigio come la scogliera e seguo l’onda dei miei pensieri incolori…. a volte vorrei essere altrove.

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Pensieri in bianco e nero


 

 

 

L'immagine può contenere: una o più persone

S’insinua il soffio
Nel mattino di febbraio
E schiamazza
Rumoroso il merlo
Nel cortile,
Dove sbocciano
Le violette
Nascoste
Al primo sole.
Punge ancora
La malinconia
E da lontano
Guardo il mare,
Una tavola d’argento
Nella luce che l’accarezza
e placa
All’occhio
che altro non vede
E pensa in bianco e nero.

@ Maria Cavallaro

 

Mini poesia: Riflessi


 

 

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Fili di fumo
dove l’aria è parole,
sospesi fonemi
aggrappati all’odore di caffè,
sbadigli
e pensieri dolceamari
nel mattino grigio.
Graffio la malinconia
dai vetri appannati,
esco
immaginando colori
sulla via,
riflessi
nell’asfalto bagnato.
MC@

 

 

Io mi diletto: la mia poesia Tempo d’attesa


 

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Malinconia del tempo d’autunno

ci avvolge,

come caligine fumosa

cala sui colori

e ritorna il tempo d’attesa

nel risuonare cavo

dell’aria bagnata

che di funghi odora.

Scricchiolano

le soglie del tempo,

tappeti di foglie i giorni

si lasciano andare ad uno ad uno ingialliti e spenti

e il cuore,

nudo ramo contorto,

mostra la sue ferite

al passero frettoloso

che su di esso si posa.

Maria Cavallaro

@

mabon2010

 

io mi diletto : La mia poesia Lavacri


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fra sognare e vivere,
sono questi i giorni bui,
cumuli di foglie secche
raccolte dal vento
agli angoli delle vie,
bouquet di parole non dette,
metafore appassite
che galleggiano
nell’acqua
delle nostre incertezze
e ancora l’eco
da lontano si spande,
come gli occhi nel buio
di questi petali spenti.

@ Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia “Quando il silenzio esulta”.


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Mi calo spenta

in questa solitudine

che profuma

di ansie represse

e vaga la mente

s’inerpica

intrecciando

spigoli di malinconia,

che pungono il cuore.

Muti aquiloni,

messaggeri di speranza,

si abbandonano pigri

ai venti dell’anima,

non un rumore,

nè uno scricchiolio fragile

in questo muto rifugio

e mi pulsa dentro,

freddo,

un pensiero ricorrente

che solo io sento,

quando il silenzio esulta.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


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Crepuscolo

*****

Scrivo

strofe di malinconia

in questi attimi di crepuscolo

incastonati

nel cielo della sera

e lieve mi accarezza l’anima

il dondolio dell’onda

sulle ali

di questo strano silenzio.

Scivola vago

il velo della memoria,

ricamato pizzo

d’una sposa antica

e mi riporta l’eco

dei ricordi,

come tintinnio di cristalli

nel chiuso freddo

d’una  stanza,

dove non entravo da tempo.

Maria Cavallaro

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