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Io mi diletto: la mia poesia: Tastiere di corallo


Coby Whitmore rr rr

 

S’adagia la sera

come sposa

fra le braccia del giorno

che s’addormenta

e sul nero velluto

si specchia la luna

da sempre complice

d’ombre e d’amanti.

Poi il nulla risuona,

abbarbicato alle stelle

e spiamo

occhi di nuvole

transitare adagio

sulle rosee dune.

Indugiano mani vogliose

su tastiere di corallo,

a suonare melodie alate

e s’impigliano le dita

fra le carezze e i baci,

dove l’onda

più forte s’infrange

a cullare l’aurora.

MC@

 

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Io mi diletto: La mia poesia Pelle bagnata


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Ho calato le mie reti

insieme a te

mio pescatore,

in questo mare di zaffiro.

Mentre respiro il vento

stringo voli di sabbia

che l’aria porta via

e si nasconde il cuore

tra alghe spiaggiate

e suoni di conchiglie.

Sveglia tra questo

stormir di pensieri,

vesto d’ombre la luna

e il tremolio dell’onda

mi solletica l’anima,

come un lento scivolar di mani

sulla pelle bagnata.

dopo il temporale.

MC@

Rose

 

Io mi diletto: La mia poesia “Le tue mani”


 

 

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Crepitano
come ricordi gettati sul fuoco,
questi ciocchi di legno
rubati alla neve
e rischiarano il nostro silenzio,
affollato di fantasie
costruite al di là del muro.
Nel cosmo d’un sentimento
che serra la gola,
sento
le tue mani
come acqua sui fianchi,
e conto
i rintocchi gravi
d’un pendolo,
quando del giorno
si fa luce il tuo sorriso.
Mi alzo vestita d’aurora,
e cade quel velo di nubi
intinte d’un fragile azzurro,
che si adagia sui desideri
coprendo
le mollezze della notte.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia Pagine


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Sottili pensieri
dove il tempo
non conosce ricordi,
vagano,
interrogandosi di te,
di noi,
abbarbicati a questo amore
che scrive pagine sul cuore,
e disegna sulla pelle
arabeschi profumati.
Laser di emozioni
cancellano
vecchie malinconie,
che si perdono
in questo cono di luce,
dove mi lascio andare,
sospesa
nella dimensione dell’aria,
vortice di desiderio
nelle tue mani calde,
sinfonia di sospiri
sui confini delle labbra,
nel loro irrequieto
incontrarsi.

Maria Cavallaro

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Proiezioni *** Io mi diletto, la mia poesia


 

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Danzano

proiezioni d’immagini

distorte nel riflesso

di uno specchio mendace

e corre nel vento,

la malinconia 

di nuvole che si rincorrono

nel cielo,

audaci,

come le tue mani su di me,

mentre il cuore canta

ch’è tempo

d’amare ancora.

Annusiamo

questi fiori di libertà,

trapuntati

sul lembo

d’un lenzuolo d’anima,

strappato

in un percorso di rovi,

dove matura luccica

quest’ultima

bacca di rosa canina,

rossa,

nella sfiorita stagione.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


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Evoco

*****
 

Distratto

sfiora lo guardo

il mare di settembre

incontro 

a banchi di nuvole accese

e strie d’azzurri intensi.

Sul pelo dell’onda cheta

evoco le sue mani,

sottili

tra i miei capelli bagnati

e ricordi

di appassionati momenti

sfuggiti nel nostro cielo.

Avidi di noi

ci eravamo persi

nella fretta

di un’estate ruffiana

e annegavo nei suoi occhi

aliti di baci

accesi di fantasie

e carezze d’acqua,

sfumate

nel vocio

d’un assolato meriggio…

era di settembre

anche allora.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


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Foto: Vi auguro una serena giornata con questi pensieri appena scritti solo per voi! Un abbraccio...


Orme tra i pensieri

Copre l'onda il mattino,
di orme 
scolpite sulla battigia
e scheletri di conchiglie taglienti,
resti di altre vite,
informazioni spiaggiate,
dove il tempo ha perso le ali.
Cammino
e il pensiero si finge altrove...
stretto
da cordoni di mani,
scivola fra le dita
e tutto si fa sabbia
massa indistinta
di colori lavati
dall'azzurro,
inghiottiti
dal perpetuo moto,
di schiume adorno
e profumato di salsedine.


@ Maria Cavallaro

Orme tra i pensieri

*****

Copre l’onda il mattino,
di orme
scolpite sulla battigia
e scheletri di conchiglie taglienti,
resti di altre vite,
informazioni spiaggiate,
dove il tempo ha perso le ali.
Cammino
e il pensiero si finge altrove…
stretto
da cordoni di mani,
scivola fra le dita
e tutto si fa sabbia
massa indistinta
di colori lavati
dall’azzurro,
inghiottiti
dal perpetuo moto,
di schiume adorno
e profumato di salsedine.

Maria Cavallaro

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