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Io mi diletto: La mia poesia Lenzuola di seta


 

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Liscerò i tuoi capelli

o luna,

mentre intrecci

 i tuoi pallidi raggi

 ai nastri rosa dell’alba

 e il giorno si adagia

 sui seni delle nuvole.

Fugge la notte

e sul suo mantello

 le stelle

sono sogni rimasti a metà,

dove non arriva il cuore

 e la mente si accartoccia

 impaurita sul cuscino,

 tra nidi di capelli spettinati

 e sgualcite lenzuola di seta

che profumano di noi.

Maria Cavallaro@

 

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io mi diletto: La mia poesia Grappoli


Appesi

a questo spicchio di luna,

maturano i miei pensieri,

grappoli vagabondi della mente,

solitari navigatori

di questo mare scolpito

nell’armonia dei sensi.

Non mi stancherò

d’accarezzare il tempo

sul tuo viso

e le tue rughe silenziose,

binari costruiti dai giorni

mentre noi,

navigatori d’amore,

spieghiamo le vele dei ricordi

studiando le parole,

per dipingere

quel che

nel cuore freme.

Maria Cavallaro

@

 

 

Sognando il passato


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Il passato non si cancella mai, ma diventa come un sogno, un’isola del cuore e della mente, dove ci rifugiamo ogni tanto per ritrovarci e dove i ricordi belli e brutti convivono come purificati e nobilitati, simili a delle porcellane racchiuse in teche di cristallo davanti alle quali ci fermiamo senza poterle toccare, ma il nostro sguardo ne gioisce e la mente entra in sintesi con l’artista che le ha create. In fondo noi siamo gli artisti del nostro passato e rifugiandoci nei ricordi entriamo in sintesi con una parte di noi, una teca preziosa inaccessibile agli altri, dove la gioia e il dolore arrivano levigati, quasi sbiaditi provocando uno stato di dolce abbandono e la gioia di esistere per poterli raccontare.

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Mi aggiro negli spazi della mente.


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Cos’è un pensiero, se non una piuma alata, quando lieve fluttua nell’aria che la sostiene come un soffio gentile in un mattino di primavera! Accarezzo i miei pensieri con sguardi di luce, li accompagno e galleggio con loro negli spazi della mente, li accelero, li spingo, poi li adagio piano per gustarne l’intensità e infine li sollevo e li affido al vento che li dissolve e li porta via sgretolandoli in nebulose di sospiri malinconici. Amo questo accoccolarsi della mente nel suo spazio vitale, in questa privata dolcezza, in questo incondivisibile pudore, dove l’ego cura le sue ferite e attinge linfa vitale per un nuovo giorno da vivere nell’unicità dell’essere pensante.

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Io mi diletto: La mia poesia “Quando il silenzio esulta”.


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Mi calo spenta

in questa solitudine

che profuma

di ansie represse

e vaga la mente

s’inerpica

intrecciando

spigoli di malinconia,

che pungono il cuore.

Muti aquiloni,

messaggeri di speranza,

si abbandonano pigri

ai venti dell’anima,

non un rumore,

nè uno scricchiolio fragile

in questo muto rifugio

e mi pulsa dentro,

freddo,

un pensiero ricorrente

che solo io sento,

quando il silenzio esulta.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


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Nella cuna del tempo

*****

Mi attraversano

ricordi scolpiti,

sassi levigati ,

dallo scorrere lento

di acque chete

negli anfratti del cuore.

E tu mi sbocci nella mente,

fiore del mio tempo migliore,

impigliato alla mia anima,

delicato ologramma

di sentimenti andati,

persi

nella cuna del tempo.

Stilli ancora

il miele

di dolci malinconie

consumate nel silenzio

di alati desideri,

scritti

sul velo della sera

e appagati

da una carezza lieve,

come un soffio di vento

sulle rose dell’aurora.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto : La mia poesia


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Cuore senza tempo

 

Accendo i ricordi,

proiezioni dell’impossibile,

dove invano cerco

immagini di noi.

Si affacciano alla mente

penombre di desideri,

sfocati fotogrammi

di pensieri abortiti,

affogati

nel lago

di un sogno mai nato.

Si colma di te

questo vuoto

d’un cuore senza tempo

e come un risuonar di nacchere

si allontanano

i tuoi passi arditi,

sul tappeto infuocato

della mia anima silente.

Maria Cavallaro

 

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