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Come dentro un film.


 

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14359256_10208503303394282_5236430831676067897_nFelice giorno!

Fresco il mattino s’attarda sui primi raggi di sole, mentre sale la calura ancora estiva a carezzare le cime degli alberi.
Ancora pare estate, ma galoppa il tempo e scrutiamo le nuvole vaporose e bianche che in tarda mattinata si innalzano dalla montagna come bianchi sipari che annunciano scenari di pioggia.
Io me ne sto ancora qui a nuotare in questo mio amato mare che si increspa e mi accarezza, con onde improvvise e schiaffi d’acqua sulla testa. I villeggianti si attardano nelle case e la spiaggia è ancora piena, ma ad uno ad uno partono, sebbene a malincuore, li attendono gli impegni in città, siamo già alla fine di agosto. A poco a poco se ne andranno con le macchine zeppe di masserizie, vestiti, qualcuno ha anche la gabbietta degli uccellini, il cestino del gatto, o il cagnolino che si solleva sulle zampette quasi a salutare dal finestrino. E’ un movimento di vita, quasi un flusso migratorio che desertifica la scogliera e il lungomare, a poco a poco spariranno il solarium, le passerelle, le tovaglie stese al sole, il chiasso dei ragazzini. Tutto si spegnerà come dentro un film e la natura riprenderà il suo consueto aspetto. Io continuerò a nuotare nella piccola baia ormai silenziosa, scivolando sull’acqua pigramente e scruterò il cielo al mattino dal mio cortile, mentre la bignonia lascia cadere ad uno o ad uno gli ultimi fiori e le api bottinatrici ritornano alle loro arnie dopo mesi di golose visite ai calici arancione alla ricerca del nettare.@ MC

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Arcobaleni di settembre


 

 

 

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Scende la sera, assorta mi rigiro in questo vuoto di pensieri, masticando parole a metà tra il sogno e la malinconia d’un tronco vuoto, inalando odori d’autunno e assaporando collane di arcobaleni dopo la prima pioggia. Mistica quest’atmosfera che si insedia d’un tratto tra me e me, mi spinge a volare nei colori che ho dentro per compensare quest’assenza di luce che fagocita i giorni nei cambi di stagione e pian piano ripone le nostre abitudini nell’armadio del tempo, come i vestiti smessi, lasciati in attesa del loro destino. Odora di mosto settembre e di foglie gialle, odora di confetti e di spose e il campanile è adorno di rondini che prendono il volo. La natura mostra tutta la sua stanchezza, non vede l’ora di andarsene a riposo e la gola riarsa della terra beve le prime piogge dopo tanta calura. Io sono ancora al mare, mi piace attardarmi, nella tranquillità che segue il caldo periodo estivo, quando la scogliera smette i colori e ritorna nera, d’un nero inquietante che contrasta con l’azzurro del cielo e l’argento del mare che tremulo l’accarezza.

Il risveglio delle api


 

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Mentre la luce del sole mi restituisce il comignolo inghiottito ieri sera dal buio, ascolto il ronzio delle api, che incuranti di me, si affannano a raccogliere il miele nei boccioli della bignonia appena aperti. È un rituale che si ripete ogni mattina, con religiosa puntualità per tutta l’estate, le bottinatrici a frotte vengono all’appuntamento e si contendono i fiori più freschi, succhiandone con operosa ingordigia la dolce essenza. Poi ripartono incerte, barcollando verso l’ alveare, per ritornare decine di volte fino allo sfinimento . Infine lentamente il ronzio diminuisce e allora avanzano le formiche, per consumare ciò che resta del lauto pasto. Amo questa pianta che da anni allieta il mio cortile, per quello che rappresenta, è il tripudio della natura che si risveglia ogni mattina e puntuale si ripete nel suo ordinato cosmo, dove la singola parte collabora alla sopravvivenza del tutto.

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Io mi diletto: La mia poesia


 

 

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Nel sole

 

Ginestre
di giallo vestono
le nere pendici
e intenso
alle narici sale
dolce effluvio
di esuberante natura
che dal tripudio
di fiori
nell’aria si spande.
Interrogo i miei pensieri,
come ansiosa sibilla
e ascolto verdi canneti
sussurrare nel vento
una canzone d’amore.
Accarezza l’armonia
un sentiero di papaveri,
che rosso luccica
incastonato nell’erba nuova
e lassù,
tra i sentieri del cuore,
tutto si fonde
nella luce di un raggio di sole,
sul quale attraverso il tempo
nel grembo della natura,
ove colgo
la dimensione dello spirito
che di essa vive.

Maria Cavallaro

 

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