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La mia poesia Virgole


 

 

 

Virgole nel cielo questi gabbiani
che racchiudono il silenzio
in un battito d’ali,
scendono a sfiorare l’azzurro
specchio della loro anima inquieta
e della mia,
allorchè mi abbandono
alla culla dell’onda gentile
che lambisce i miei pensieri,
come conchiglie spiaggiate
dalla marea.

MC@

 

 

Io mi diletto: La mia poesia “L’anima del tramonto”


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Cessato è il vento
e di profumi l’incanto,
guardo il blu che al grigio tende
e l’occhio
tutto non coglie
e immagino orizzonti nuovi
al di là di quello
che una piccola nave
solca silenziosa.
Seduta
attendo l’onda
che ancora vive
e scema piano
come un battito
sul cuore di pietra
e sento
l’anima del tramonto.

@MC

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Io mi diletto: la mia poesia Sintesi di luce


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Cerco appendici di luce

nei nostri arcobaleni di sabbia,

luce nel meriggio che

che incombe infuocato e stanco,

e nei tuoi occhi di giada

catturo pagliuzze d’oro,

sintesi estrema

di illuminati specchi.

Noi e la luce,

simbiosi catartica

di una vita che percorre

parallele di sentimento

e giorni pigri,

dove è l’attesa che urge

su binari di fantasia,

distesa e inerte

in un lambire d’onda,

accarezzata

dalla tua mano d’amore.

Maria Cavallaro

@

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Io mi diletto: La mia poesia Allegorie di sale


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Vivo i miei giorni sospesi

alla coda del tempo,

inesorabile chimera

di vite caduche,

di corpi in trasformazione

e chirurgia plastica.

Vivo i miei giorni

come un’onda

che insegue il vento

e poi s’arresta

per voltarsi indietro

e sommersa da un’altra onda

si scioglie in allegorie di sale.

Vivo dove tu sei il mio vento,

l’onda che mi insegue

e nelle mani raccoglie

i miei sogni,

le mie fragilità,

il peso delle mie paure.

Maria Cavallaro

@

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Diapositiva di un mattino d’estate


 

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Salta il sole sulla coda dell’aurora mentre il giorno si asciuga il viso con gli ultimi strappi di nuvole e si specchia nel mare piatto. Volano alti due gabbiani per poi lasciarsi cadere fino a radere l’onda con le ali e afferrare in volo un pesciolino guizzante sul pelo dell’acqua. Come mi piace guardare quella barca a vela che sembra immobile, eppure va lentamente, gonfia di quel vento leggero che sempre spira al largo! Sembra dipinta su una tela di seta, dove i colori indugiano a prendere forma, per poi mutarsi nell’attimo fuggente, creando uno scenario in movimento dalle tinte tenui e cangianti che vive nel silenzio. Unico sottofondo a tale meraviglia lo sciabordio dell’onda, che a tratti si infrange stancamente sulla nera scogliera rumoreggiando.

 

BENTORNATO SETTEMBRE!


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Bentornato settembre! Agosto ci ha lasciato con un breve acquazzone che ha rinfrescato l’aria, ma ancora siamo in piena stagione. La spiaggia si spopola piano piano, la gente è ritornata a lavoro e le case di vacanza si chiudono ad una ad una. Solitaria solo io resto, come quel gabbiano che a tratti spicca il volo e poi ritorna sempre sullo stesso scoglio a sorvegliare il mare. E’ un compagno d’anima, amico di poeti e navigatori, stende le sue ali e poi si posa lentamente, come volesse dirmi:” Noi restiamo qui, è il nostro colore l’azzurro!”. Ed io lo sento nel cuore questo dilagare di colore, ne faccio scorta per i giorni bui dell’inverno, quando anche il mio amico attende i giorni di sole per sgranchire le sue ali solitarie e tornare ogni tanto sullo scoglio in mezzo al mare a vegliare le onde con quel suo occhio rotondo e fisso da sembrare quasi finto, disegnato a matita fra le sue bianche piume.
 
 

 

Io mi diletto: La mia poesia Come l’onda


 

 

 

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Immersa

nella liquida carezza,

mi attraversa l’onda,

leggera,

come scivolar

di corpi innamorati,

nel fresco abbraccio

d’un talamo di seta.

Così t’amo

come l’onda

dove si spegne il giorno,

fra le braccia della marea.

Così m’ami

sulla pelle che ti cerca,

nel silenzio delle notti insonni

fra un sussurro e un battito,

e come ha scritto il tempo,

fra cirri e alate nuvole ,

nel rosa che si spegne lentamente.

Maria Cavallaro

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