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Aria d’estate


Creddy20

giugnoimm

 

Nell’aria sbiadita
si dissolvono odori
di papaveri nel grano
macchiati di surfinie
e di caffè.
Immobile sento
i sudori che salgono
e l’arsura.
Poi sulle ali di uno spiffero
aspetto il raffreddarsi
dell’immenso
che brilla nella luna
quando è sera.

MC@

 

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Io mi diletto: La mia poesia


 

 

 

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Fiori di cactus

 

Nel cielo d’estate
brandelli di sparute nuvole
seguo allontanarsi stanche,
e terso il cielo appare
all’occhio che languido si posa
sul marino orizzonte.
Sbocciano a un tratto
i miei pensieri,
fiori di cactus nel sole,
numerosi li vedo,
accarezzare dolci
le sue nude forme ,
ologrammi cangianti
di sopiti desideri,
sul calore della sabbia distese.
Avida bevo
acqua di fonte
dalle sue mani,
che umide su di me,
seguono consueti sentieri
di papaveri accesi,
nell’afosa calura
d’un meriggio estivo.

Maria Cavallaro

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.

Io mi diletto: La mia poesia


 

 

printemps

Nel sole

 

Ginestre
di giallo vestono
le nere pendici
e intenso
alle narici sale
dolce effluvio
di esuberante natura
che dal tripudio
di fiori
nell’aria si spande.
Interrogo i miei pensieri,
come ansiosa sibilla
e ascolto verdi canneti
sussurrare nel vento
una canzone d’amore.
Accarezza l’armonia
un sentiero di papaveri,
che rosso luccica
incastonato nell’erba nuova
e lassù,
tra i sentieri del cuore,
tutto si fonde
nella luce di un raggio di sole,
sul quale attraverso il tempo
nel grembo della natura,
ove colgo
la dimensione dello spirito
che di essa vive.

Maria Cavallaro

 

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.