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Io mi diletto: la mia poesia Coni d’anima


 

 

Mi volto indietro

e cammino

sui miei intorpiditi pensieri ,

ricordo tutte le volte

che ho bevuto l’alba

stringendo il cuscino

e gronda ancora

l’acqua delle mie malinconie,

disegnando

condor in volo

in spazi ristretti,

coni d’anima

bruciati dal silenzio

che si barrica dentro

e pulsa sotto la pelle tesa.

Schiaccerò

questo deserto di cellule

e tratterrò con adunche mani

la vita che sfugge

sulle mie spalle curve,

lì dove il tempo rinasce,

nel suo divenire carne.

Maria Cavallaro@

 

 

 

Io mi diletto: La mia poesia Pelle bagnata


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Ho calato le mie reti

insieme a te

mio pescatore,

in questo mare di zaffiro.

Mentre respiro il vento

stringo voli di sabbia

che l’aria porta via

e si nasconde il cuore

tra alghe spiaggiate

e suoni di conchiglie.

Sveglia tra questo

stormir di pensieri,

vesto d’ombre la luna

e il tremolio dell’onda

mi solletica l’anima,

come un lento scivolar di mani

sulla pelle bagnata.

dopo il temporale.

MC@

Rose

 

Io mi diletto: La mia poesia Come l’onda


 

 

 

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Immersa

nella liquida carezza,

mi attraversa l’onda,

leggera,

come scivolar

di corpi innamorati,

nel fresco abbraccio

d’un talamo di seta.

Così t’amo

come l’onda

dove si spegne il giorno,

fra le braccia della marea.

Così m’ami

sulla pelle che ti cerca,

nel silenzio delle notti insonni

fra un sussurro e un battito,

e come ha scritto il tempo,

fra cirri e alate nuvole ,

nel rosa che si spegne lentamente.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


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Inquietudine

Passi rubati
alla scala del tempo,
percorsi in salita
affollati
dalla solitudine dei ricordi.
Mi sfiori la fronte,
per spianare
l’ orizzonte
dei miei pensieri sfocati.
Attendo le tue dita
e un angolo si accende,
dove mi rifugio,
e mi distendo
nel balsamo
di consueti gesti.
In te si placa
la mia inquietudine,
nel turbine di emozioni
che sfiorano i sensi,
in una danza di brividi
sulla pelle distesa.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


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Lividi

Riaffiorano
sotto la pelle del cuore,
quei lividi,
ormai scomparsi,
ma ancora dolorosi,
necrosi dell’animo,
marchio infame
di donna abusata,
che ha scordato
carezze di mimose.
L’anima mia ferita
si rotola
nel sale dei ricordi,
dove tutto si allontana
sotto la coltre del tempo,
bucata
dai miei silenzi,
bagnata
dalle mie  lacrime,
graffiata
da unghie impotenti,
affondate
in uno sguardo senza luce.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


Penombra

Un soffio…

spengo

la tremula fiammella

e si dissolve il tuo profilo

nel buio

dei miei pensieri.

Rintocchi ascolto

e l’abbaiare d’un cane

nella notte,

brividi sento

infiltrarsi acuti

nel calore del tuo abbraccio.

Sei andato via

fredde le lenzuola

accarezzo nella penombra,

annuso il tuo profumo

per immaginarti

ancora qui

e indosso

piume d’aurora

sulla pelle nuda.

Maria Cavallaro

 

Io mi diletto: La mia poesia


Fughe

 

Mi porto dentro

il profumo della tua pelle

e delle tue parole

e indoro di te

la mia malinconia,

quando l’alba

ti vede lontano.

Immagino le notti

viva nel tuo pensiero,

e attendo il silenzio,

per ascoltare

la melodia dei tuoi passi

sul tappeto

della mia anima.

Ti raggiungo

nell’ansia

di interminabili fughe,

dove il battito si placa

nel crescendo

di liquide emozioni

e nel brivido

dolcemente si distende.

Maria Cavallaro