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Io mi diletto: La mia poesia Quel bacio.


 

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Scritte sul pelo dell’acqua

tremule s’allontanano

parole d’amore

e lancio i miei sassi

nello stagno del cuore

dove cerchi s’allargano

e portano con sè 

quest’ultima foglia.

Camminiamo

sull’orlo del tempo

e mi appoggio alla tua mano

che ha colto una rosa

dove nascondere i miei sospiri

e in quel profumo di antico

che sa di petali e spine,

cerco ancora quel bacio

rimasto impigliato alla penombra

d’un gelsomino in fiore.

Maria Cavallaro@

 

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Io mi diletto: La mia poesia Edera


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Mi innamorai

dei suoi occhi chiari,

del suo sorriso gentile

e fiuto tenerezze infinite

nel suo sguardo,

che scruta i sensi

e si avvinghia,

edera appassionata

al suo muro di sassi.

Guardo nella penombra

il suo respiro

e aspetto l’alba,

per innamorarmi ancora

e naufragare

in quel suo strappo d’azzurro

dove il cielo è lacrima.

@Maria Cavallaro

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Un tramonto senza sole


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Ci eravamo fermati a guardare il mare, era quasi il tramonto, un tramonto senza sole, perché il sole da noi tramonta dietro l’Etna, ma irradia la sua ultima luce sul mare fino all’orizzonte. La serata era tranquilla, il mare leggermente increspato, indossava tutte le tinte dell’azzurro, che si diluivano nel cielo in un miscuglio di colori a degradare dal rosa al cipria, fino al violetto verso l’estrema punta dove, quando non c’è foschia, si intravede la Calabria. Anche la terra appariva di colore blu e il suo profilo che sembrava disegnato, si stagliava netto sul rosa e sul violetto del cielo. Che meraviglia! Sembrava a tratti che il tramonto avesse bevuto l’aurora, tale era l’intensità di quel rosa. I colori mutavano col calar della luce, come se in quel momento un pittore sotto i nostri occhi, dipingesse l’orizzonte con un grande pennello e il rosa diventava arancio, poi cipria striata di giallo e infine di nuovo azzurro. Si vedevano lontane le barchette dei pescatori di totani e una nave che sembrava dipinta nell’immobilita’ dell’orizzonte. Di fronte a tale spettacolo si crea ogni volta un magnifico incanto e si imprime nella memoria come una diapositiva di luce e di colori che vanno a spegnersi nel grigio della penombra incombente.

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Io mi diletto: La mia poesia


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Inseguendoci

 

Riluce il tuo volto

sul mio

nella penombra vellutata.

Sciogli i miei capelli,

raccogli sulla tua pelle

queste lacrime di gioia,

da bere

nel palmo delle mani

mentre le fiamme d’un sogno

bruciano emozioni,

cullate là,

dove osa il desiderio,

fra dune di piacere

e verdi oasi di libertà.

Inseguendoci

nell’infinito

prendere e lasciare degli attimi,

ci arrampichiamo

sui cornicioni dell’anima,

e sul filo

di equilibri esistenziali,

ci aggrappiamo

all’estasi

di questa notte senza luna.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


Penombra

Un soffio…

spengo

la tremula fiammella

e si dissolve il tuo profilo

nel buio

dei miei pensieri.

Rintocchi ascolto

e l’abbaiare d’un cane

nella notte,

brividi sento

infiltrarsi acuti

nel calore del tuo abbraccio.

Sei andato via

fredde le lenzuola

accarezzo nella penombra,

annuso il tuo profumo

per immaginarti

ancora qui

e indosso

piume d’aurora

sulla pelle nuda.

Maria Cavallaro

 

Io mi diletto: la mia poesia


 

 

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Pensieri nella notte

 

Scrivo nel silenzio,

coccolo i miei pensieri

e di parole faccio poesia,

nella notte che tenera

all’amore induce.

Guardo la luna

che vanesia

nel mare si specchia

e ruffiana origlia

sussurri d’amanti.

Ascolto fruscii,

sciabordii d’onde,

ombre vedo allungarsi

nella luce d’un lampione

e lontani fuochi di festa

sento echeggiare

nel cavo d’immenso.

Una folata d’aria nuova

odora di pioggia,

la sento sul viso,

ne godo la frescura.

….ancora un attimo,

poi vicina a te

poso le membra,

e dormo nel tuo respiro,

nella penombra che filtra

dalla finestra socchiusa.

Maria Cavallaro

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