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Pioggia d’estate


 

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Piove malinconia sul cuore giovane dell’estate che avanza, mi annoia questo continuo ticchettare sulle foglie nuove del mio cortile, non è tempo di poggia, ma di uccellini che hanno fatto il nido e già i piccoli sono nati e aprono le boccucce affamate alle piccole prede che i genitori portano loro con solerzia. Mi affascina la pazienza e l’amore di questi esserini che sanno accudire la loro prole e guardo il cielo grigio, pensando agli umani e ai loro comportamenti e piango dentro di me.

 

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Pensieri di una giornata uggiosa.


 

 

Le giornate uggiose mi mettono malinconia, mi intristisce questa penombra che appare di prima mattina e il giorno sembra quasi essersi svegliato senza il miracolo dell’alba. I colori del mare coperti dal grigio argenteo, non hanno sfumature, sembrano quasi riflettere il lutto di questo cielo di fine autunno e generano pensieri dolceamari che si mescolano agli odori di caldarroste e vino nuovo. La noia di queste mattinate di novembre è spezzata a momenti dal canto di uccellini frettolosi che beccano il muschio nuovo e cercano affannosi fra le foglie morte, ai piedi del rampicante nel cortile silenzioso. Apro le imposte e respiro aria di pioggia, forse più tardi pioverà, me lo dicono i nuvoloni che coprono l’Etna già innevata e quella strana luce bianca che incombe dall’est. Me l’hanno insegnato i marinai, che leggono il cielo e se ne stanno chiacchierando sul molo, con l’aria preoccupata di chi fiuta il maltempo e si affretta a tirare a secco la sua barca.

 

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Profumi di novembre


11novembre2013

e023d591Scivola ottobre stanco
sul suo tappeto di foglie
ingiallite e trite
e novembre gli porge la mano
dalla solitaria panchina
sotto i castagni spogli.
Sale l’ odore
del giovane vino
e opulenza di funghi
s’aggiunge
all’umido effluvio
della terra bagnata,
nel grigio,
dopo la pioggia.

Maria Cavallaro

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Re Ottobre


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Cos’erano stanotte quei lenzuoli di pioggia? Ma era ottobre che lavava il suo regno dalle polveri estive! Ottobre re per un mese, ma un mese ricco di cose buone, funghi, melograni, carrube, uve, allegria di vendemmie e caldarroste a volontà. Superate le malinconie di settembre, ci apprestiamo a godere delle delizie autunnali, è tempo di sagre, di passeggiate in montagna di rosticciate sotto gli alberi. Ancora in Sicilia il tempo lo permette e una volta passata questa ondata di pioggia, ritornerà di nuovo il sole caldo e le belle giornate. E’ bello trascorrere le domeniche andando per sagre, alla scoperta di posti nuovi, immergendosi nei profumi caratteristici di queste serate autunnali, dove le caldarroste la fanno da padrone insieme al profumo caldo della mostarda di uva o di ficodindia, una prelibatezza tutta siciliana. Nelle sagre mi piace comprare le mele, che sull’Etna adesso sono belle succose e croccanti e fanno bella mostra con le loro facce rosse sui banchi degli agricoltori, mi piace addentarne una lì sul posto, dopo averla strofinata ben bene, non ha prezzo quel sapore ancora aspro, ma pieno di freschezza e di profumo nuovo. Allora diciamo benvenuto ottobre e bando alle malinconie, godiamoci questi giorni prima del freddo invernale che ci costringerà a passare le domeniche in casa!
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Arcobaleni di settembre


 

 

 

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Scende la sera, assorta mi rigiro in questo vuoto di pensieri, masticando parole a metà tra il sogno e la malinconia d’un tronco vuoto, inalando odori d’autunno e assaporando collane di arcobaleni dopo la prima pioggia. Mistica quest’atmosfera che si insedia d’un tratto tra me e me, mi spinge a volare nei colori che ho dentro per compensare quest’assenza di luce che fagocita i giorni nei cambi di stagione e pian piano ripone le nostre abitudini nell’armadio del tempo, come i vestiti smessi, lasciati in attesa del loro destino. Odora di mosto settembre e di foglie gialle, odora di confetti e di spose e il campanile è adorno di rondini che prendono il volo. La natura mostra tutta la sua stanchezza, non vede l’ora di andarsene a riposo e la gola riarsa della terra beve le prime piogge dopo tanta calura. Io sono ancora al mare, mi piace attardarmi, nella tranquillità che segue il caldo periodo estivo, quando la scogliera smette i colori e ritorna nera, d’un nero inquietante che contrasta con l’azzurro del cielo e l’argento del mare che tremulo l’accarezza.

Io mi diletto: La mia poesia


Libro d’amore

 

Leggimi dentro

quando il tempo

si veste di silenzio,

leggimi ,

ho nel cuore

pagine di sentimento.

Sarò per te 

un libro d’amore,

scritto

coi colori dell’iride

leggilo con me

alla fioca luce dei fulmini,

mentre scivola la pioggia

sul verde della siepe

e gli sguardi

scolpiscono emozioni

sui vetri appannati

dell’anima.

Maria Cavallaro