Archivio tag | profumo

Io mi diletto: la mia poesia Infinita essenza


 

Noi
 
che c’eravamo
 
nella seta di lunghi capelli
 
e nell’estasi di brevi momenti
 
coglievamo il fiato della nostra ombra,
 
dove una lucciola si posa
 
sul velluto della notte
 
camminando insieme,
 
stretti nella mente
 
del tempo immortale,
 
godiamo dell’infinita essenza
 
che ancora conserva
 
nelle teche dell’anima
 
il suo profumo.
@MC

 

 

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Il profumo di noi


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Lascio il tempo scivolarmi sulla pelle, come non lasciasse traccia e ascolto il mio cuore bambino esultare nel profondo, felice di esistere nella sua libertà interiore, dove non contano gli anni, ma i semi che lasciamo, la bellezza che siamo riusciti a trasmettere, il nostro canto d’amore universale che emana dal profumo di noi.

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Il profumo delle rose


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E’ bello odorare le rose appena sbocciate, hanno ancora intatto il loro profumo. Bisogna amarle in fretta, perchè la loro vita è così breve! Non fai in tempo ad innamorarti che già sono sfiorite e perdono tristemente quei petali che sono stati il loro orgoglio.

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Gli almanacchi profumati


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Profumavano di cipria quei libriccini che il mio papà portava nel taschino del vestito buono, non tanto per le belle donnine che vi erano raffigurate, quanto per la comodità del calendario che contenevano e per il buon profumo che mandavano. Erano formati da alcune paginette tenute insieme da un cordoncino di seta racchiuse in una custodia di carta trasparente. Erano il regalo di buon anno che il barbiere faceva ai clienti e costituivano una delle prime forme di pubblicità. Il mio papà ogni anno teneva nel taschino quello nuovo e conservava quelli vecchi in un cassetto, io li guardavo ogni tanto di nascosto, come se fossero qualcosa di proibito, respiravo il loro dolce profumo, poi li rimettevo dentro la loro custodia trasparente, erano così romantici, mi facevano sognare! Erano di diverso tipo, alcuni presentavano scene delle grandi opere liriche e teatrali, altri avevano immagini di fanciulle in costume da bagno e in pose ammiccanti. Adesso non si usano più, ma restano nel mio ricordo, perchè avevano il profumo della festa, infatti il vestito buono di papà conservava il loro profumo di cipria! Sul web non si trovano molti esemplari, ho scelto i più belli per voi!

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Io mi diletto in cucina: I mustazzoli


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I mustazzoli sono un classico dolce di origine araba a base di frutta secca e vino cotto che non può mancare sulla tavola del Capodanno siciliano. Ne esistono diverse versioni, ma le massaie del catanese li preparano secondo una antica ricetta che si tramanda da madre in figlia. Quando ero piccola me li regalava la zia Concettina, una nonnetta che adesso ha cento anni, li cuoceva nel suo forno a pietra ed io attendevo impaziente quel suo piccolo dono, attratta dal profumo che si sprigionava durante la cottura. Ho cercato la ricetta chiedendo alle signore più anziane e sono riuscita a prepararli con un discreto successo.

Per prima cosa si prepara la farcia tritando nel mixer in modo grossolano mandorle, noci, nocciole, pistacchi e pinoli, poi si aggiungono uva passa e fichi secchi tagliati col coltello per evitare che si impastino, vi si aggiunge un bicchiere abbondante di vino cotto la buccia tagliata sottile di un mandarino e una manciata di farina di semola per legare il tutto. Io con la farcia vado un pò a occhio, ma deve essere un impasto abbastanza corposo. Mentre la farcia riposa preparo la pasta per il biscotto, impastando velocemente mezzo chilo di farina 00 con due uova intere, cento grammi di strutto, 150 grammi di zucchero semolato, 5 grammi di ammoniaca per dolci e un goccio di latte. Ottengo una specie di frolla liscia ed elastica che stiro col mattarello e taglio con la rotella dentata a strisce non molto sottili e larghe cinque centimetri, al centro delle quali sistemo la farcia alzando i lembi laterali per contenerla. La taglio a tronchetti di circa otto centimetri e con le mani do loro la classica forma ad esse, poi inforno a 180 gradi per quindici-venti minuti. I mustazzoli devono rimanere piuttosto chiari, io amo servirli spolverati di zucchero a velo e cannella, ma vanno bene anche senza e li preparo un giorno prima per farli ammobidire.

Io mi diletto: La mia poesia


Ampolla d’amore

 

In certe notti senza stelle

ho liquidato attese

asciutte di lacrime

e ho tagliato i silenzi

con la falce della luna.

Ho raccolto il buio

fra le mani chiuse

e ho pattinato

sul ghiaccio dell’anima,

e ancora mi chiedo

dov’eri andato,

portando con te

quel profumo d’un bacio

che di notte mi assale

e nei sogni

mi parla di noi…

profumo di desiderio,

che ho raccolto

nell’ampolla del cuore,

delicata fragranza

d’un sentimento andato.

Maria Cavallaro

 

 

 

 

Io mi diletto: La mia poesia


Passionale incanto

 

Aliti

nel mio pensiero

e si adagia il tuo profumo

nell’ala del tempo,

dove si annida impudica

l’onda del desiderio.

Amarti,

nell’abbraccio

di uno sguardo che scioglie,

come cera

in un raggio di sole

e sentirti bruciare

sulla pelle,

nell’ardore

di morbide carezze.

Amarti

dove i  cuori

scivolano sulla mente

e nell’armonica danza

dei corpi fusi,

ascoltare

il galoppo dei sensi

nell’eco

del creato,

per leggere nei tuoi occhi

l’abbandono infinito

d’un passionale incanto.

Maria Cavallaro