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Io mi diletto: La mia poesia Lo specchio dei baci


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Metto fra me e il tempo

virgole di fumo

e sbuffi di malinconia,

poi guardo intorno

e niente è chiaro come la vita,

che è amore.

Tu ci sei,

è amore il tuo sguardo,

adesso è solo amore,

anche il dolore è amore,

che sgorga impotente

a colmare i tuoi occhi smarriti.

Rumoreggia l’ansia del cuore

che si pettina allo specchio dei baci,

mentre si accendono

le prime luci della sera

e per me

è ora di andare.

MC@

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Io mi diletto: La mia poesia Vibrazioni


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Vibrazioni

*****

Esci
in questo rosso di sera,
fra dune di nuvole
e refoli di vento,
in questo spazio
dove batte il pendolo
di giorni incerti.
Affoga
il brulicar dei ricordi,
piccole farfalle notturne,
nel caldo alone
d’un lampione antico.
Segui
irresistibile il richiamo,
di piccole vibrazioni  ignare,
che ti solleticano il cuore,
mentre sussultano i sensi
in quest’aria sapida
di profumi inediti,
che ai sospiri
s’intrecciano languidi.


Maria Cavallaro

 

 

 

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copyright-all-right-reserved

 

Io mi diletto:la mia poesia


Evanescenze

 

Colano

le note d’un canto

come gocce di miele

sull’anima accesa 

e in un raggio di sole

che filtra

dalle persiane socchiuse,

scrivo col lapis

evanescenze di versi

profumati di sale.

Ti vedo in quell’onda

che bianca

sposa la roccia 

e ad occhi chiusi

ti ritrovo,

impalpabile pensiero,

nel pigro altalenare

del tempo.

Mi appari nel giorno

che di luce bagna la pelle

e svanisci

in una lacrima d’amore,

che scende

e si veste di luna

nella brezza della sera.

Cavallaro Maria

 

 

 

 

 

 

Io mi diletto: La mia poesia


 

 

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Ancora un tramonto

 

Scende la sera,

rarefatte atmosfere

vivono nel tramonto

che dietro il vulcano

depone il giorno.

Fra rossi cangianti

imbottiti di nuvole

s’irradiano dal cono

geometrie di rette,

spade di luce

che lo attraversano decise

a fendere il cielo.

Vive nell’attimo,

mai uguale a se stesso

e rapita lo guardo diluirsi,

un acquerello,

di colori cangianti,

quasi a voler catturare

la sua volatile immagine.

Eccolo….

nel pur breve apparire….

rapisce ogni sera

un giorno alla vita,

che avvolge

nel lenzuolo dei ricordi

e consueto ripone

tra le pieghe della notte.

 

Maria Cavallaro

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Io mi diletto La mia poesia


Tavolozza

 

Le ultime luci della sera
vestono di colori il tramonto
e d’un rosa pesca
omogeneo s’adagia il cielo
sulla linea dell’orizzonte,
a specchiarsi netto
nel turchese intenso
d’un mare piatto.
Tremule s’allontanano
le bianche scie delle barche,
nella magia di un pittore 
ad ammirare mi fermo stupita
l’insolito rosa.
Lo vedo,
al calar della sera,
mescolarsi piano
al grigio velluto
della penombra,
che avida lo inghiotte
nel radente volo
d’un gabbiano frettoloso
e profumi d’alga
m’investono misti a salsedine,
mentre mi allontano
e negli occhi ancora
quel rosa permane
a colorare i miei pensieri.

 

Maria Cavallaro

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Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.

Io mi diletto: la mia poesia


 

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Sera

 

Polvere di luna

a imbiancare il litorale

scende

e l’onda

che l’eterno andare increspa,

sulla scogliera si spegne.

Sagome d’abbracci,

nel pallore della luce,

nere si stagliano

e lucciole di lampare

scompaiono

nel magico dondolio

del liquido universo

che le contiene.

Indovino laggiù

un filare di pini

netto contro il cielo

stagliarsi, là dove

di chiarori inquietanti

sfuma

e di luci occhieggia

l’immutato calar della sera

che sulla penombra

morbida incombe.

Maria Cavallaro

 

 

 

  

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.