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Io mi diletto: La mia poesia Lenzuola di seta


 

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Liscerò i tuoi capelli

o luna,

mentre intrecci

 i tuoi pallidi raggi

 ai nastri rosa dell’alba

 e il giorno si adagia

 sui seni delle nuvole.

Fugge la notte

e sul suo mantello

 le stelle

sono sogni rimasti a metà,

dove non arriva il cuore

 e la mente si accartoccia

 impaurita sul cuscino,

 tra nidi di capelli spettinati

 e sgualcite lenzuola di seta

che profumano di noi.

Maria Cavallaro@

 

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A metà strada tra poesia e prosa: Passeggiata


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Buon fine settimana!
I sogni sono come il fuoco, basta soffiarci sopra per non farli spegnere.

Passeggiata

Batteva l’ala del tempo
su quegli strati di silenzio
che avviluppavano la mente assorta
e mentre guardavo la luna
e il mare che placido la rifletteva,
mi pareva di sentire canzoni d’amore
perforare la quiete della notte,
i suoi veli di silenzio
e le seriche armonie del cielo.
Com’era bello tenerci per mano
e poggiare la testa sul tuo calore,
averti nei miei pensieri
e scrutare il lampo dei tuoi occhi
sul mio viso!
Ce ne andavamo
respirando quella quiete profonda,
tutto intorno sembrava dissolversi
e nella mente i pensieri
scivolavano senza far rumore
sui nostri sogni.
MC@

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Io mi diletto: La mia poesia Allegorie di sale


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Vivo i miei giorni sospesi

alla coda del tempo,

inesorabile chimera

di vite caduche,

di corpi in trasformazione

e chirurgia plastica.

Vivo i miei giorni

come un’onda

che insegue il vento

e poi s’arresta

per voltarsi indietro

e sommersa da un’altra onda

si scioglie in allegorie di sale.

Vivo dove tu sei il mio vento,

l’onda che mi insegue

e nelle mani raccoglie

i miei sogni,

le mie fragilità,

il peso delle mie paure.

Maria Cavallaro

@

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Io mi diletto: La mia poesia Come foglie


Alberi i sogni

e noi foglie perdute,

ingiallite icone

rigirate dal vento,

ci fermiamo

ai margini del silenzio

e ci teniamo per mano

per non smarrire il cammino.

In questo clamore che assorda,

Settembre

alita sui giorni

un ultimo soffio di vita

e al tramonto ci conduce,

fragili ologrammi cangianti

nel rosso

che ci dipinge all’orizzonte.@

Maria Cavallaro

Attesa d’un sogno


Eccoti!

Profumo che non conosco

rumore di battiti

che non ho sentito

eppure ci sei,

piccolo sogno senza tempo

e mi piace

questo amarti,

fruscio delicato,

alito di vita che cresce

dove il grembo

si fa culla d’un seme.

Scriverò per te

una filastrocca nuova

e la canterò nei sogni

finchè non potrai

ascoltare il mio canto!

Maria Cavallaro@

Pensiero d’attesa.


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Il tempo dell’attesa si muove più lentamente dei sogni, che vanno avanti e indietro portando il cuore sul binario dei pensieri. Se cessasse tutto questo rumore, potrei sentirne il battito scandire i giorni in questo conto a ritroso che è il gioco della vita.

Sognando il passato


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Il passato non si cancella mai, ma diventa come un sogno, un’isola del cuore e della mente, dove ci rifugiamo ogni tanto per ritrovarci e dove i ricordi belli e brutti convivono come purificati e nobilitati, simili a delle porcellane racchiuse in teche di cristallo davanti alle quali ci fermiamo senza poterle toccare, ma il nostro sguardo ne gioisce e la mente entra in sintesi con l’artista che le ha create. In fondo noi siamo gli artisti del nostro passato e rifugiandoci nei ricordi entriamo in sintesi con una parte di noi, una teca preziosa inaccessibile agli altri, dove la gioia e il dolore arrivano levigati, quasi sbiaditi provocando uno stato di dolce abbandono e la gioia di esistere per poterli raccontare.

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