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Contrazioni


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Non ho avuto voglia di scrivere in questi giorni, è come avere un magone dentro che si somma al nostro quotidiano, fatto anch’esso di pensieri e preoccupazioni. Meglio tacere quando i clamori superano la soglia dell’anima e la sorte si accanisce per portare a termine un progetto nefasto che non lascia prevedere i suoi sviluppi. Penso che la natura non sappia quel che fa, o sono gli eventi che si ingarbugliano e gli uomini si trovano in trappola perchè forse dovevano essere altrove, perché il luccichio di fragili alternative alla quotidianità ottunde i sensi e abbassa la guardia. In un attimo la bellezza e l’insolito diventano mostri, trappole mortali e sul candore di quella neve ora spicca il rosso della nostra fragilità e il grigio di questo affannarsi di uomini e mezzi, in un alternarsi di dolore e speranza dove la montagna tace, quasi ignara di tanta pena.

Contrazioni

Scricchiolare
Di ragnatele antiche
Nell’anima che si contrae,
È la pena
D’un bianco piangere
A cui poche risposte s’attendono
In questo scavare frenetico
Di mani gelide.
E intanto il grigio
Dei passi stanchi
Aspetta invano
Appeso a un filo
L’eco d’un gemito.@MC

La mia poesia “Amore diverso” Ha vinto il primo premio


 

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Visceri distorte

da un urlo che non trova la via

e doloroso si torce

nell’animo,

e mette nel cuore

le aggrovigliate radici

di una pena tagliente.

Io diversa,

madre di bimbi mai nati

e tante volte sognati,

cullo nel pensiero

le mie visceri vuote

e la morta speranza

e fra le braccia il tepore

d’un cuscino che non piange

e la mia pena .

Poi il mio vuoto di donna

echeggia d’ altri pianti

e vivo

questa urgenza d’amore negato,

dove la mia solitudine porta il sorriso,

dove il colore della fame

si mescola al bruno della pelle d’Africa,

e nella missione d’amore,

di figli mi circondo

e il cerchio si chiude

colmando

la mia diversità

d’amore diverso.

MC@

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L’uomo nel barattolo


 

 

 

Young man trapped in a glass jar on a city street

 

Il legislatore dovrebbe essere il garante della res pubblica, ma la ricerca del bene pubblico è stata surclassata dalla spasmodica ricerca del bene personale e ciò ha permesso il dilagare della corruzione e quindi la morte del bene comune e l’ammalarsi dell’ambiente. Noi siamo ridotti a vivere immobili e stretti come dentro barattoli di vetro infrangibile, chiusi insieme alle nostre cose e a ciò che resta dei nostri patrimoni. Guardiamo fuori dalla parabola di vetro che ci imprigiona, ma non possiamo più interagire alla ricerca del nostro tornaconto, i nostri soldi, non fruttano più e diminuiscono di giorno in giorno, le nostre case si svalutano e nessuno le vuol comprare, le borse e le banche sono in crisi. Se per investire i soldi volessimo comprare altre case, lo stato ci divorerebbe con le tasse che non possiamo più pagare e restano anche esse infruttuose perchè le persone non possono pagare gli affitti, il lavoro per i giovani non c’è, le pensioni sono nel mirino del governo che si rifà sempre sulle fasce più deboli che non hanno voce in capitolo, la volontà della maggioranza, intesa come la somma delle volontà individuali non esiste più. Ci sentiamo scoraggiati e la popolazione invecchia perché dobbiamo anche ridurre al minimo i figli , praticamente ci hanno rubato anche i frutti dell’amore. Viviamo in un clima di paura perchè i latrocini comuni sono all’ordine del giorno e la legge dello stato è assente, la gente vuole armarsi, ma dentro il barattolo di vetro i proiettili ci rimbalzano addosso e chi spara per difendersi si mette nei guai. Non siamo messi bene, rischiamo anche l’estinzione e stiamo uccidendo il pianeta. Ci resta solo la speranza che la storia è fatta di corsi e ricorsi, ma è solo una speranza!

 

 

 

Mattino di febbraio


 

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Mi abbraccia questo tempo instabile ed io sto qui a guardare il cielo e queste code di nuvole che frustano ogni strappo d’azzurro. Goccioline minuscole si fermano tra i capelli, ma sono talmente piccole che non hanno nemmeno la forza di bagnare, eppure si sente questa specie di brivido che sa di pioggia, mentre le voci del mondo hanno qualcosa di frettoloso, come quel passero che beve alla pozzanghera e poi, al minimo rumore, fugge spaventato sbattendo le alucce convulsamente, in modo quasi disordinato, come se la paura gli impedisse di prendere il ritmo.

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E’ una mattina qualunque di febbraio che sa già di viole e di mare ed io navigo nei miei pensieri accarezzando la speranza che mi riempie il domani e il cuore e indugio in questo abbraccio sognando.

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Io mi diletto: La mia poesia “Quando il silenzio esulta”.


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Mi calo spenta

in questa solitudine

che profuma

di ansie represse

e vaga la mente

s’inerpica

intrecciando

spigoli di malinconia,

che pungono il cuore.

Muti aquiloni,

messaggeri di speranza,

si abbandonano pigri

ai venti dell’anima,

non un rumore,

nè uno scricchiolio fragile

in questo muto rifugio

e mi pulsa dentro,

freddo,

un pensiero ricorrente

che solo io sento,

quando il silenzio esulta.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


 

 

altalena 

Altalene

 

Immagino
effluvi di odori nuovi
aggirarsi
nel tempio della mente,
tra altalene di sogni
che sfuggono al freddo
di gelide malinconie.
Li sento risuonare
nel chiuso del cuore,
ancora sanguinante
di profondi graffi
e opaco lo sguardo
si posa
su gracili arbusti
di speranza,
mentre si allontana
il rumore
dei chiusi giorni,
in cui l’amore
lottava impari
con la vita
che dalle mani
sfuggiva
come neve al sole.

  Maria Cavallaro

 

Questa poesia è stata pubblicata dal sito “Scrivere” in “Rime scelte”

http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=248353&t=Altalene

 

 

fuego19[3]

 

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