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Il tempo va…..


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Il tempo è un’entità senza corpo, eppure corre , vola, va avanti e noi lo inseguiamo senza riuscire ad afferrarlo. Forse il tempo siamo noi con le nostre vite, con le nostre storie, le nostre delusioni, le piccole felicità che ci sono concesse, le nostre debolezze, con le quali creiamo un tunnel di ricordi che si snoda alle nostre spalle e che noi chiamiamo tempo. Vorrei rallentare per veder crescere il mio nipotino, ma a volte sprechiamo cio che ci resta e mi accorgo che ogni giorno senza di lui è un giorno perso. Scopro ogni giorno che mi importa sempre meno delle cose materiali, degli eventi, della bellezza, non mi interessa più nemmeno il cibo, nemmeno il mio corpo divorato dalla vitiligine, sono passati quarant’anni e la mia nemica per la pelle ne ha fatto di strada, nutrendosi dei miei dolori dei miei dispiaceri, disegnandomi addosso le sue lagune bianche senza chiedermi il permesso. Tutto è una corsa contro il tempo e la solitudine che ci imprigiona nella ripetitiva sequenza di cose da fare, tutto è inutile, a volte mi sento come una lucertola caduta in un secchio d’acqua, che si affanna per uscire con le sue corte zampette e non ce la fa, forse aspetta che qualcuno rovesci il secchio per liberarla e anch’io forse……

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Io mi diletto: la mia poesia La corsa


 

 

Riprende il tempo
le redini
del suo nevrotico andare
tra allori
e fiori d’arancio disseccati,
pianti di bimbi
e guaiti
sul selciato.
Lenti ci avviamo
noi
che ancora usiamo il cuore
e scattiamo
fotogrammi d’amore
nel giallo profumo delle ginestre,
sulla cima ardita
d’un campanile antico,
nel volo d’un gabbiano
graffiato
sulle
sparute nuvole
d’un giorno di primavera.

@MC

 

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A metà strada tra poesia e prosa: Passeggiata


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Buon fine settimana!
I sogni sono come il fuoco, basta soffiarci sopra per non farli spegnere.

Passeggiata

Batteva l’ala del tempo
su quegli strati di silenzio
che avviluppavano la mente assorta
e mentre guardavo la luna
e il mare che placido la rifletteva,
mi pareva di sentire canzoni d’amore
perforare la quiete della notte,
i suoi veli di silenzio
e le seriche armonie del cielo.
Com’era bello tenerci per mano
e poggiare la testa sul tuo calore,
averti nei miei pensieri
e scrutare il lampo dei tuoi occhi
sul mio viso!
Ce ne andavamo
respirando quella quiete profonda,
tutto intorno sembrava dissolversi
e nella mente i pensieri
scivolavano senza far rumore
sui nostri sogni.
MC@

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Io mi diletto: La mia poesia Ultimi giorni


 

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Abbraccio

questo breve tempo,

questi giorni ad uno ad uno,

li nutro di emozioni pudiche

e di pensieri che bevono il futuro.

Piroetta la mente

negli spazi della fantasia

e il cuore gronda di gioia

quando il pensiero

galleggia,

in solitaria su questo mare.

Maria Cavallaro@

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io mi diletto: La mia poesia Grappoli


Appesi

a questo spicchio di luna,

maturano i miei pensieri,

grappoli vagabondi della mente,

solitari navigatori

di questo mare scolpito

nell’armonia dei sensi.

Non mi stancherò

d’accarezzare il tempo

sul tuo viso

e le tue rughe silenziose,

binari costruiti dai giorni

mentre noi,

navigatori d’amore,

spieghiamo le vele dei ricordi

studiando le parole,

per dipingere

quel che

nel cuore freme.

Maria Cavallaro

@

 

 

Io mi diletto: La mia poesia Allegorie di sale


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Vivo i miei giorni sospesi

alla coda del tempo,

inesorabile chimera

di vite caduche,

di corpi in trasformazione

e chirurgia plastica.

Vivo i miei giorni

come un’onda

che insegue il vento

e poi s’arresta

per voltarsi indietro

e sommersa da un’altra onda

si scioglie in allegorie di sale.

Vivo dove tu sei il mio vento,

l’onda che mi insegue

e nelle mani raccoglie

i miei sogni,

le mie fragilità,

il peso delle mie paure.

Maria Cavallaro

@

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Estate di Sicilia


 

E’ un pendolo questo tempo cui stiamo abbracciati nella calura che ci artiglia il corpo stanco, mentre i giorni costruiscono la vita e la terra arsa sembra bere la linfa delle piante che si attorcigliano rinsecchite. Gocce dal cielo non hanno fatto in tempo a bagnare la terra che già sono evaporate lasciando intorno uno strano odore di bruciato. Questa è l’estate di Sicilia, un caldo breve ma intenso, un mare che rigenera, una cena a base di granita e brioche col tuppo, una pizza all’origano, il rosso di un’anguria sulla tavola imbandita, un odore di pane appena sfornato e di caffè al mattino sotto il pergolato.

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