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Pensieri in bianco e nero


 

 

 

L'immagine può contenere: una o più persone

S’insinua il soffio
Nel mattino di febbraio
E schiamazza
Rumoroso il merlo
Nel cortile,
Dove sbocciano
Le violette
Nascoste
Al primo sole.
Punge ancora
La malinconia
E da lontano
Guardo il mare,
Una tavola d’argento
Nella luce che l’accarezza
e placa
All’occhio
che altro non vede
E pensa in bianco e nero.

@ Maria Cavallaro

 

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Falce di luna: E’ già febbraio!


 

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violette

Buongiorno a tutti col nuovo mese, la merla se ne è andata, è stata una merla tiepida quest’anno, niente freddo, niente gelo, ha portato via i rigori di gennaio e ascolto già nel mattino limpido il canto dei galli, che da tempo si era perso, cui risponde sommesso l’abbaiare dei cani. Tutto mi sa di quiete e di risveglio e al mattino dà nuova forza quella luce che filtra dalle persiane socchiuse.

Falce di luna

Scorsi ieri sera
il nuovo febbraio
in quella falce di luna
che dava le spalle a una stella
una sola ,
la più bella,
febbraio
che di violette profuma
il cuore e di mandorli
e di maschere birichine
colora la neve di gennaio,
che già si scioglie
e ride cristallina
svegliando il bosco
intorpidito.@MC

 

Mattino di febbraio


 

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Mi abbraccia questo tempo instabile ed io sto qui a guardare il cielo e queste code di nuvole che frustano ogni strappo d’azzurro. Goccioline minuscole si fermano tra i capelli, ma sono talmente piccole che non hanno nemmeno la forza di bagnare, eppure si sente questa specie di brivido che sa di pioggia, mentre le voci del mondo hanno qualcosa di frettoloso, come quel passero che beve alla pozzanghera e poi, al minimo rumore, fugge spaventato sbattendo le alucce convulsamente, in modo quasi disordinato, come se la paura gli impedisse di prendere il ritmo.

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E’ una mattina qualunque di febbraio che sa già di viole e di mare ed io navigo nei miei pensieri accarezzando la speranza che mi riempie il domani e il cuore e indugio in questo abbraccio sognando.

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Io mi diletto: La mia poesia


Profumi

Arranco silenziosa

nel grigio fuori di me,

a cogliere

anticipi di primavera

nella pioggia

che rotola silenziosa,

come perla

sulle foglie nuove.

La cerco nel tepore

d’un raggio

che sfugge alle nuvole,

nel canto

d’un passsero sul ramo,

negli odori pungenti

misti agli effluvi

di terra bagnata e foglie morte.

Avide le narici

aspirano

tenue il profumo di violette,

che dai nascosti angoli

sale 

e come il profumo

d’ un amore nuovo,

il cuore strugge

nell’attesa

di baci rubati alla marea

e dolce

accarezza l’anima.

Maria Cavallaro