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Ci sono giorni che passano mentre viviamo le nostre attese e ci guardiamo intorno smarriti chiedendoci” Cosa ci faccio qui?”. Poi è il nostro momento e ci sembra eterno e urge nel petto la voglia di fuggire, dileguarci in silenzio senza voltarci indietro.

Scacchi di vita

tra pause

e malinconie,

viverli nonostante,

quei giorni che ci appartengono

e trovare

che altri abissi

convivono

con la vita di volti pallidi,

bruciati dalle cure

sui quali si accendono

emaciati sorrisi

nonostante.@MC

 

Siamo dei passanti!


 

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Siamo padroni solo del tempo vissuto, per il resto, come passeri affamati, becchiamo briciole di felicità, ma non siamo padroni del nostro futuro. I sogni ci aiutano a vivere perchè sono intrisi di speranza e addolciscono le nostre attese, ma intanto viviamo nell’incertezza di una realtà che ci avvolge come un bozzolo malefico, che comprime le nostre piccole gioie offuscandole con la paura di perderle. La politica, le tasse, gli attentati, le malattie, il lavoro sono i peggiori incubi che si addensano all’orizzonte di una vita semplice, ben lontana dalle pensioni d’oro e dai vitalizi, che vede negati anche i più naturali diritti, come il diritto alla dignità della vita, che nel lavoro trova il suo appagamento. Siamo dei passanti che si siedono all’ombra ad aspettare e strizzano gli occhi cercando nella foschia uno spiraglio di luce.

 

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Io mi diletto: La mia poesia Viaggi


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Non sai
cosa si perde,
ad aspettare il treno,
è la vita che scorre
e ti chiedi
se arriverà il tuo
domani,
o forse mai
chissà.
Non sai
se d’aria un soffio
cavalcherai,
o se i piedi pesanti
attenderanno
saluti anonimi
dai finestrini,
icone mobili
alla stazione.
@MC
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Io mi diletto: La mia poesia Come foglie


Alberi i sogni

e noi foglie perdute,

ingiallite icone

rigirate dal vento,

ci fermiamo

ai margini del silenzio

e ci teniamo per mano

per non smarrire il cammino.

In questo clamore che assorda,

Settembre

alita sui giorni

un ultimo soffio di vita

e al tramonto ci conduce,

fragili ologrammi cangianti

nel rosso

che ci dipinge all’orizzonte.@

Maria Cavallaro

Attesa d’un sogno


Eccoti!

Profumo che non conosco

rumore di battiti

che non ho sentito

eppure ci sei,

piccolo sogno senza tempo

e mi piace

questo amarti,

fruscio delicato,

alito di vita che cresce

dove il grembo

si fa culla d’un seme.

Scriverò per te

una filastrocca nuova

e la canterò nei sogni

finchè non potrai

ascoltare il mio canto!

Maria Cavallaro@

Pensiero d’attesa.


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Il tempo dell’attesa si muove più lentamente dei sogni, che vanno avanti e indietro portando il cuore sul binario dei pensieri. Se cessasse tutto questo rumore, potrei sentirne il battito scandire i giorni in questo conto a ritroso che è il gioco della vita.